Madeinkitchen Blog http://www.madeinkitchen.tv/blog - Mon, 04 Jul 2011 17:17:30 +0000 http://wordpress.org/?v=2.8.4 en hourly 1 Cucina Regionale: Toscana http://www.madeinkitchen.tv/blog/cucinaregionale/ricette-toscane/cucina-regionale-toscana/ http://www.madeinkitchen.tv/blog/cucinaregionale/ricette-toscane/cucina-regionale-toscana/#comments Wed, 20 Apr 2011 10:00:11 +0000 Redazione http://www.madeinkitchen.tv/blog/?p=39105 Dopo la Valle d’Aosta oggi ci siamo spostate nella bellissima regione Toscana! Forse anche a voi sarà subito venuto in mente un nome, e avete azzeccato! Oggi ad accompagnarci un questo spazio dedicato alla cucina regionale c’è Giulia, autrice del bellissimo Juls’ Kitchen che vi avevamo presentato qualche tempo fa anche tra i nostri #FF (ps. sapevate che è stata citata anche da Jamie?)

Quindi, ecco a voi un delizioso piatto tipico toscano: arista alla fiorentina!

Cliccate sull’immagine qui sotto per vedere la ricetta completa!

arista alla fiorentina

arista alla fiorentina

1- Quale piatto della tua regione hai scelto e perché?

Ho scelto l’arista alla fiorentina, un classico dei classici, molto semplice da fare ma che ti fa sentire istantaneamente, appena messo in forno, una perfetta padrona di casa. Per me è un taglio di carne comunissimo, il pranzo della domenica, in inverno ed in estate, ma indagando un po’ ho scoperto che quella che per me è semplicemente l’arista è invece l’arista alla fiorentina, una ricetta tipica! Pensa te!

2 - Qual è la prima volta che l’hai assaggiato?

Io proprio non mi ricordo quale fosse la prima volta, ma mi raccontano che l’arista è il piatto che zia Silvana ha cucinato la prima volta che babbo è andato a mangiare a casa di mamma, accompagnata da una semplice insalata verde: capite come sia fortemente radicata nella tradizione di famiglia. L’arista di mamma – soprattutto quando la cuoce nel fornetto della stufa a legna d’inverno – è buonissima, croccante e saporita fuori, tenera e bianca dentro.

3- Qual è la storia del tuo piatto?

L’arista è legata ad un aneddoto, risalente a quando studiavo Greco alle superiori. La mia professoressa di Latino e Greco ci spiegò – e lo racconta anche Pellegrino Artusi – che il nome ‘arista’ è stato attribuito a questo piatto di carne nel 1400. A Firenze, durante un banchetto offerto ad ospiti greci, venne presentato questo piatto – fino ad allora conosciuto con un altro nome – che riscosse un grande successo, tanto che gli ospiti non la smettevano più di dire ‘arista, arista!’ Bene, arista (plurale neutro del superlativo dell’aggettivo agathos, buono) significa buonissimo, ottimo!

4- Qual è il modo migliore per assaporarlo?

In inverno, di domenica, insieme all’arista puoi cuocere le patate tagliate a tocchetti, che si impregnano del sugo della carne e diventano molto saporite. L’arista in estate si può mangiare anche fredda, come la porchetta, tagliata fina fina e condita con una salsina di olio e limone.

[ricetta cucinata da Giulia - Juls' Kitchen]

Volete scoprire gli altri piatti regionali? Cliccate qui!

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Un sapore della nostra terra: la Farina di Castagne della Lunigiana http://www.madeinkitchen.tv/blog/cucinaregionale/ricette-toscane/un-sapore-della-nostra-terra-la-farina-di-castagne-della-lunigiana/ http://www.madeinkitchen.tv/blog/cucinaregionale/ricette-toscane/un-sapore-della-nostra-terra-la-farina-di-castagne-della-lunigiana/#comments Wed, 24 Nov 2010 16:30:55 +0000 Redazione http://www.madeinkitchen.tv/blog/?p=33220 castagne

castagne

[img via dorilys]

La settimana scorsa abbiamo presentato la Cipolla di Tropea, dedicando un altro spazio ai Sapori della nostra Terra. Oggi vi proponiamo invece una nuova golosità: la Farina di Castagne della Lunigiana!

Vi ricordiamo che potete contibuire in prima persona ad accrescere e modificare la mappa delle eccellenze italiane iscrivendovi a ‘I sapori della nostra Terra’, se invece siete già iscritti a MadeinKitchen.tv, sarà ancora più semplice perché potrete utilizzare gli stessi dati di accesso.

La farina di castagne della Lunigiana è caratterizzata da una consistenza molto fine e da un colore avorio-crema.

Il sapore è dolce e il profumo molto intenso. Si prepara eliminando i frutti non integri,  facendo essicare le castagne nel metato (o essicatoio) su cannicci di legno per un minimo di quaranta giorni.

Trascorso il tempo, si sottopongono alla battitura e vengono selezionate per eliminare i frutti bacati. La molinatura viene eseguita con macina a pietra e la farina prodotta viene cernita, messa in madie di legno e quindi confezionata in sacchi di iuta.

Desiderate provare qualche ricetta con la farina di castagne? Avete l’imbarazzo della scelta con il castagnaccio, una vellutata con porri e farina di castagne, il pan nocino o ancora una tortina con farina di castagne e cioccolato!

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Polpettone alla Toscana http://www.madeinkitchen.tv/blog/cucinaregionale/ricette-toscane/polpettone-alla-toscana/ http://www.madeinkitchen.tv/blog/cucinaregionale/ricette-toscane/polpettone-alla-toscana/#comments Mon, 15 Nov 2010 11:40:59 +0000 Redazione http://www.madeinkitchen.tv/blog/?p=32816 polpettone

polpettone

La settimana scorsa vi avevamo deliziato con la zuppa di gulasch (visto il tempo, forse è il caso di prepararla anche oggi, no?), mentre questo lunedì, sempre rimanendo in tema di carni grazie al fantastico corsi di ‘Quaderni e Fornelli‘, vi parliamo del Polpettone alla Toscana.

Devo ammettere che è stata una vera scoperta per me che intendevo il polpettone in versione arrotolato di carne con un ricco ripieno. Volete provare a rifarlo anche voi? Seguite attentamente questa ricetta e prendetevi un po’ di tempo, ci vuole un pochino di pazienza!

6 porzioni
Tempo di preparazione 60 minuti
Difficoltà 2
Prezzo indicativo 10 euro

Ingredienti:

600 gr di carne magra di vitello macinata
100 gr di mortadella tritata
2 uova
3 fette di pancarrè bagnate in poco latte
60 gr di parmigiano
3 carote
2 costole di sedano
1 cipolla
1 limone
aglio e prezzemolo tritati
olio evo
sale, pepe, noce moscata q.b.

preparazione polpettone

preparazione polpettone

Procedimento:

Iniziate preparando il letto di verdure tritandole finemente a cubetti e facendole cuocere in una pentola capiente con olio evo a fuoco dolce.

Nel frattempo, in una ciotola capiente versate la carne macinata. Tritate finemente la mortadella e unitela al composto insieme al parmigiano, al pancarrè, al trito di prezzemolo e aglio; infine unite sale, pepe e noce moscata regolandovi in base ai gusti.

Unite le uova una alla volta e lavorate ben bene l’impasto con le mani amalgamando il tutto. Il composto deve risultare ben legato e ’secco’, cioè non deve attaccarsi alle pareti della ciotola.

Trasferite il composto su un tagliere, dategli la forma del polpettone allungata con le mani inumidite e infarinatelo leggermente (si formerà così una golosa crosticina).

Mettete il polpettone nella pentola con le verdure e fatelo cuocere per 45 minuti coperto con un bicchiere di vino bianco e, se necessario, qualche cucchiaio di acqua bollente. Girate il polpettone a metà cottura.

Una volta pronto, togliete il polpettone e unite il succo di limone alle verdure che farete cuocere ancora qualche minuto.

Affettate il polpettone e servitelo su un piatto irrorato con il fondo di cottura bollente.

Di una tenerezza indescrivibile.

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I necci http://www.madeinkitchen.tv/blog/ricette/i-necci/ http://www.madeinkitchen.tv/blog/ricette/i-necci/#comments Fri, 29 Oct 2010 08:15:16 +0000 Redazione http://www.madeinkitchen.tv/blog/?p=32197 Oggi parliamo di un nuovo sapore della nostra terra. Parliamo infatti di un dolce tipico della Toscana (in particolare della zona della Garfagnana): i necci.

Non sono altro che delle frittelle realizzate con farina di castagne e acqua e farcite con della ricottina fresca. La loro particolarità è quella di essere cotta sui testi, una sorta di pala in ferro che veniva riscaldata sopra la fiamma di un fuoco o di una brace. Oggi ne esistono anche di versioni per i fuochi casalinghi come quelli che vedete in foto.

testi per i necci

testi per i necci

Eccovi quindi la ricetta, veloce e gustosa.

4 porzioni
Tempo di preparazione 10 minuti
Difficoltà 1
Prezzo indicativo 4 euro

i necci

i necci

Ingredienti:
250 gr farina di castagne
zucchero
1 tazza di acqua
un pizzico di sale
olio d’oliva
burro
250 gr ricotta
miele di castagno

Procedimento:
Iniziate mettendo la farina di castagne in una ciotola. Aggiungete un cucchiaio di olio d’oliva e iniziate a mescolare. Aggiungete pian piano l’acqua mescolando con una frusta in modo da evitare i grumi.

Quando avrete ottenuto un composto fluido ma corposo, mettete sul fuoco un pentolino con una noce di burro.

Versate una cucchiaiata del composto e fatelo cuocere da entrambi i lati. Continuate fino a che non avete esaurito la pastella.

Prendete un’altra ciotola, versatevi la ricotta e lavoratela a crema con una forchetta e un paio di cucchiai di miele di castagno. Aggiungete, se preferite, anche un cucchiaino di zucchero.

Versate la ricotta all’interno dei necci e arrotolate oppure chiudete il fagottino a triangolo. Vi consiglio di scaldare leggermente i necci una volta pronti e di servirli con un filo di miele.

La Redazione di MadeinKitchen.tv si divide tra Milano e Roma e sperimenta ogni volta nuove ricette regionali. Se pensate che manchi qualche ingrediente fondamentale o qualche passaggio, non esitate a contattarci e a proporci il sapore della vostra terra.

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Sagra del Fico Secco http://www.madeinkitchen.tv/blog/cucinaregionale/ricette-toscane/sagra-del-fico-secco/ http://www.madeinkitchen.tv/blog/cucinaregionale/ricette-toscane/sagra-del-fico-secco/#comments Fri, 15 Oct 2010 08:18:23 +0000 Redazione http://www.madeinkitchen.tv/blog/?p=30998 fichi

fichi

[img via flydime]

Questo weekend, potreste sfruttare questi momentanei raggi di sole di ottobre per fare un giro in provincia di Prato per un evento goloso. Si terrà infatti l’evento ‘Benvenuto Fico Secco‘ nel Comune di Carmignano.

Durante i tre giorni – dal 15 al 17 ottobre 2010, ci saranno incontri, laboratori, degustazioni e un concorso di ricette legate a questo prodotto tipico e realizzato in collaborazione con l’Associazione produttori fichi secchi di Carmignano.

Si tratta dell’apertura ufficiale della vendita e promozione per quanto riguarda la produzione 2010 di questo frutto coltivato e preparato secondo le antiche tradizioni e che rappresenta uno dei prodotti più famosi di Carmignano insieme al vino. Questo frutto è stato per millenni alla base dell’alimentazione contadina come prodotto secco. In questo modo si prolungava il suo consumo per tutto l’inverno fino alla primavera successiva.

Vi abbiamo ingolosito? Speriamo di sì, se volete passare o avere maggiori informazioni potete leggere il programma dettagliato qui.

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castagne

[img via GeoSearchItalia]

Settimana scorsa abbiamo iniziato questa rubrica dedicata alla frutta e alla verdura di stagione parlando della zucca, una delle verdure più golose!

Oggi invece vi parliamo delle castagne che quasi tutti noi amiamo, soprattutto in versione marron glaçès. Innanzitutto sono un frutto un po’ atipico perché è ricco di carboidrati e poi perché si sposa molto bene sia con il dolce che con il salato. Innumerevoli ricette la vedono come ingrediente: gnocchi, tagliatelle, torte, castagnacci e molte altre ancora; senza dimenticare le salse e le riduzioni per le carni.

Pensavamo di partire con una ricetta dolce: il castagnaccio. Questa famosissima preparazione è stata riconosciuta come prodotto tradizionale in differenti regioni: in Liguria, in Emilia- Romagna, in Lazio, in Piemonte e in Toscana.

La ricetta che abbiamo trovato e provato noi è Toscana e abbiamo aggiunto un filo di miele di castagno per renderlo ancora più dolce, non ce ne vogliano i toscani.

castagnaccio

castagnaccio

Ingredienti:

300 gr di farina di castagne
50 gr di uva passa
60 gr di pinoli
2/3 cucchiai d’olio evo
pangrattato
un pizzico di sale

Procedimento:

In una ciotola iniziate a stemperare la farina di castagne con dell’acqua calda fino ad ottenere una pastella abbastanza densa. Aggiungere delicatamente l’olio extravergine e il pizzico di sale.

Mettete l’uva passa in una ciotola d’acqua e fatela riprendere per un’oretta. Una volta pronta, amalgamatela al composto insieme ai pinoli. Per ingolosire ulteriormente il composto, abbiamo unito anche un paio di cucchiai di miele di castagno e un cucchiaio di zucchero di canna.

Prendete una teglia rotonda, diametro da 26 cm, ungetela con poco olio e ‘infarinatela’ con il pane grattuggiato’. Versate la pastella e mettere in forno a 180°C per una trentina di minuti, fino a che non si sarà formata una crosticina.

Noi l’abbiamo servita con una spolverata abbondante di zucchero a velo e un ciuffo di rosmarino.

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Cucina Toscana: i malfatti http://www.madeinkitchen.tv/blog/ricette/cucina-toscana-i-malfatti/ http://www.madeinkitchen.tv/blog/ricette/cucina-toscana-i-malfatti/#comments Wed, 24 Mar 2010 09:53:26 +0000 Redazione http://www.madeinkitchen.tv/blog/?p=22326 Cucina Toscana: i malfatti

Iniziamo la giornata con un buonissimo primo piatto toscano, proposto da Juls del blog Juls’ Kitchen, che ogni mercoledì ci propone una prelibatezza diversa dalla tradizione culinaria toscana.

Una ricetta, due nomi: malfatti a Siena, gnudi a Firenze. Il risultato è comunque garantito, sia che vogliate parlare nella lingua di Tozzi* e sentirvi nel centro del mondo in in Piazza del Campo, sia che vogliate usare la parlata di Pratolini**, e perdervi nelle stradine di San Frediano.

Malfatti perché la loro caratteristica è quella di essere irregolari, uno diverso dall’altro, proprio perché formati a mano e per questo un po’ bitorzoluti. Gnudi perché sono in definitiva il ripieno dei ravioli, senza l’abito di pasta fatta in casa!

Comunque li si chiamino, questi gnocchetti di spinaci e ricotta sono caratterizzati dalla stessa facilità di esecuzione e sicuramente dalla stessa bontà: una bontà semplice, che racconta con i suoi pochi ingredienti di pranzi di famiglia, di donne intorno ad un tavolo che muovono le mani in maniera automatica e sapiente, mentre le parole volano e vanno a far visita – in un giro di chiacchiere e confidenze – a tutti i vicini e i parenti.

Porzioni 6
Tempo di preparazione 30 minuti
Difficoltà 3
Prezzo indicativo 4-6 euro

Ingredienti

  • 500 gr di spinaci precedentemente cotti e ben strizzati
  • 500 gr di ricotta fresca
  • 2 uova
  • sale e pepe
  • parmigiano grattato
  • noce moscata
  • farina

Preparazione
Che siano spinaci freschi o congelati, l’importante è che una volta lessati in acqua bollente salata possano scolare tutta l’acqua di cottura: per essere sicura strizzali bene con le mani (da freddi, attenzione!) e lasciali per qualche ora in un colapasta.

Saltali in padella con un po’ d’olio extravergine di oliva e una volta freddi sminuzzali al coltello molto finemente. Mescolali con lo stesso peso di ricotta fresca (ho usato una ricottina di mucca biologica – il latte, non la mucca!) e aggiungi almeno 4 cucchiai di parmigiano grattato.

Regola di sale e pepe, aggiungi la noce moscata grattata e unisci al composto 2 uova intere: mescola bene fino a che non è tutto amalgamato. Adesso è il momento di mettere le mani in pasta per fare i malfatti!

E’ necessario usare molta farina per formare delle piccole palline con le mani- grandi più o meno come nocciole – in modo che questa faccia da pellicola protettiva ed impedisca ai malfatti di disfarsi quando vengono immersi nell’acqua bollente. Mettili in un vassoio distanziati l’uno dall’altro finché non hai finito.

Nel frattempo scalda una pentola larga di acqua salata, quando bolle butta i malfatti pochi per volta, e appena tornano a galla – pochissimi minuti, a volte ne basta uno – scolali con una schiumarola e condiscili. Sono ottimi conditi con salsa di pomodoro e formaggio grattato, oppure con uno sfizio in più…

Provali ad esempio gratinati in forno con ricotta affumicata grattata (origine Calabrese, buonissima) e prosciutto di Praga tagliato a striscioline o cubetti: la delicatezza dei malfatti si sposa meravigliosamente con l’affumicato di ricotta e prosciutto di Praga.

* Federigo Tozzi, scrittore senese 1883 – 1929, è autore di opere famose come Con gli occhi chiusi o Tre Croci.

** Vasco Pratolini, scrittore fiorentino 1913 – 1991, è autore di romanzi famosissimi (e davvero belli) come Cronache di poveri amanti o Le ragazze di San Frediano.

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Il piatto che va ad arricchire la rubrica della Cucina Toscana quest’oggi è la Frittata dei poveri! Juls ci propone la ricetta con una valida introduzione…

Domenica sfogliavamo con mamma i libri di ricette in cerca di qualcosa che ci ispirasse per la ricetta settimanale dedicata alla cucina toscana, quando le si sono illuminati gli occhi: aveva trovato una ricetta che proprio le piaceva, che le ricordava un piatto che nonno faceva sempre a lei e zia quando erano piccine.

Cosa poteva aver catturato così la sua attenzione, di solito poco o per niente propensa a farsi affascinare da ricette e piatti ben fotografati? Nessun manicaretto, piatto complesso ed elaborato, fatto per stupire, niente che contenesse ingredienti ricercati, difficili da reperire e a volte pure da pronunciare… era un piatto che la rappresenta benissimo, la frittata con le briciole.

Questa frittata a Siena si chiama anche frittata dei poveri, perché cerca di tirare fuori il meglio da pochissimi ingredienti, permettendo di mettere in tavola una cena in pochi minuti e con un costo davvero contenuto.

Come in altri piatti tipici del senese – vedi i pici con le briciole – il protagonista è quella fetta di pane che è rimasta lì, troppo asciutta per essere magiata ma sicuramente non troppo vecchia da essere buttata o usata per fare la pappa agli animali.

Cosa c’entra tutto questo con mamma? Potrebbe quasi sempbrare offensivo! No, quello che voglio dire è che lei è proprio come questa ricetta di oggi: ama le cose semplici, non pretenziose, è buona e rassicurante come una frittata fatta con le uova fresche del contadino.

Mamma che mi prepara una frittatina per cena è una scena che si ripete spesso nei miei ricordi di bambina: il rumore della forchetta che sbatte nel piatto di coccio, il giallo carico delle uova delle nostre galline, lo sfrigolare dell’olio quando mamma versa le uova nella padellina, la frittata spumosa e leggera che piano piano si sgonfia nel mio piatto, e poi l’immancabile carezza

Porzioni 1
Tempo di preparazione 10 minuti
Difficoltà 1
Prezzo indicativo 2-3 euro

Ingredienti

  • 2 uova freschissime
  • latte, un po’… diciamo 50 ml
  • 1 fetta di pane toscano vecchio di almeno 1 giorno
  • 1 cucchiaio di parmigiano grattato
  • sale e pepe
  • olio extravergine di oliva

Preparazione

Sbatti le uova con un pizzico di sale e pepe, aggiungi il latte e un cucchiaio di formaggio. Nel frattempo scalda 2 cucchiai di olio di oliva in una padellina antiaderente. Quando è ben caldo sbriciola con le mani la fetta di pane e fai dorare le briciole, facendo attenzione a che non brucino.

Se necessario aggiungi un altro cucchiaio di olio, aspetta che sia caldo e versa la frittata. Fai rapprendere l’uovo di sotto, stacca con una spatolina in legno dai bordi la frittata e girala in modo che l’uovo si rapprenda anche dall’altra parte.

Servi subito caldissima come un antipasto insolito – tagliata a striscioline o cubetti – o come secondo piatto, con un contorno di insalata mista e l’immancabile fetta di pane toscano.

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Edizione speciale della rubrica La Cucina Toscana! Lasciamo che Juls vi spieghi la faccenda… ;-)

Questo mercoledì non vi racconterò una ricetta toscana e nemmeno mi lascerò cullare dai ricordi di nonna, questo mercoledì ho intenzione di caricarvi tutti in macchina e portarvi con me a fare un giro nel Chianti, ripercorrendo la gita meravigliosa che ho fatto domenica con alcuni amici foodblogger e twitterini.

Questo mercoledì andiamo a Panzano in Chianti, famoso non per un vino particolare, ma per un uomo che ha la magia nelle mani, un cuore enorme e una mente piena di idee, declama Dante a memoria ed ha una conoscenza della carne in tutte le sue forme e tagli davvero incredibile: andiamo a trovare Dario Cecchini nella domenica in cui a Panzano c’è il Mercato Aprilante, come ogni prima domenica del mese, con artigiani e produttori, locali e non.

Una Domenica a Panzano in Chianti - driving

Guidare per le strade serpeggianti del Chianti toglie proprio il fiato, in qualsiasi stagione: domenica ho trovato una giornata di sole abbagliante, un freddo pungente che rendeva l’aria cristallina e un paesaggio netto, definito, luminoso e da togliere il fiato.

Castellina in Chianti, Greve in Chianti, Radda in Chianti… e Panzano? Panzano in Chianti è un paesino che si stende su una collina poco dopo Castellina sulla strada per Firenze, fino a poco tempo fa era solo un borgo di passaggio, ma negli ultimi anni, grazie anche all’impegno di Dario Cecchini e alle sue idee e passione, diventa una meta per appassionati di carne e buongustai, che vengono da tutta Italia per fare la spesa all’Antica Macelleria Cecchini, il tempio della buona ciccia.

Una Domenica a panzano in Chianti -

Quando entri in macelleria, il bancone delle carni è lì, maestoso, in un tripudio di opulenza e ricchezza, tagli pregiati e conosciuti accanto ad altri pezzi meno nobili ma non per questo meno saporiti.

Vicino ci sono i prodotti già preparati da Dario, come le scamerite al finocchio o i cosimini (3), polpettoni fatti con carne di manzo macinata, sale marino, pepe nero, timo, cipolla, aglio e pochissimo uovo.

Alle spalle del bancone, una piccola scelta di stuzzichini per ingannare l’attesa, che vanno dai fagioli (1) alla porchetta (5 e 6), al burro del Chianti, ovvero lardo trattato con alcune spezie toscane. Ovunque ci sono appesi tagli di carne e salumi, come il guanciale (4). La cella frigorifera è lì (2), basta affacciarsi!

In tutto questo, c’è magia. Basta guardare Dario tagliare la carne e trattarla con enorme rispetto per avvertire questo sottile incanto che avvolge non solo l’Antica Macelleria Cecchini, ma tutto il borgo di Panzano. Per descrivere Dario Cecchini, userò le sue parole, prese dal suo sito, www.dariocecchini.com:

sono 35 anni che faccio il mestiere di macellaio, cercando di migliorarmi nella mia arte e di arrivare al taglio e alla cottura perfetta. Io sono un artigiano che cerca e propone “Qualità”. Per questo seleziono le mie carni sempre per offrire il meglio ai miei clienti ed esaltare così il mio lavoro.

Fidatevi di quello che vi propongo, se volete, e comunque provate a pensare alla mia ricerca e alla mia passione per la carne oltre i soliti schemi. Muoversi per passione significa cercare il buono migliore.”

Una Domenica a Panzano in Chianti - walking in Panzano

Dall’Antica Macelleria Cecchini si sale all’Officina della Bistecca, pochi posti proprio sopra la macelleria (nella foto 5 Judy con 2 cuochi dell’Officina) dove è possibile degustare un menù da 50€ con bistecca fiorentina, costata alla fiorentina, bistecca panzanese (un taglio riportato in auge dai tempi dei convivi rinascimentali proprio da Cecchini, una bistecca senza osso ricavata dal cuore della coscia di manzo, morbidissima).

In giro per Panzano la domenica del Mercato Aprilante ci sono le bancarelle con il mercatino delle pulci, e si trovano stand di produttori locali di miele, marmellate, formaggi di ogni provenienza (3 e 4) e anche i pecorini del Chianti del signor Giovanni (2).

Un’ottima osteria nella piazza centrale di Panzano è l’enoteca Baldi, dove è possibile degustare vini, piatti tipici, olio e pasta, con due simpaticissimi proprietari (1).

E finalmente, all’una in punto, andiamo a pranzo da Solociccia, il ristorante che è la casa del macellaio, dove si mangia il frutto del lavoro della famiglia dei macellai. Un menù completo a 30€, si mangia tantissimo e benissimo, dopo è un problema alzarsi! Vediamo il menù…

Una Domenica a Panzano in Chianti - antipasti

MENU

  • Crostini di sugo all’uso di Natale (6) un ragù di quelli cotti il tempo che ci vuole!
  • Fritto del macellaio, (3) dalle verdure alla carne tenera alle polpettine morbidissime aromatizzate con buccia di limone
  • Pinzimonio di verdure dell’orto (2)
  • Schiacciata della Simonetta (1) fatta con lo strutto
  • Pane di Panzano
  • Mischianza di fagioli e ceci (4) da condire come tutto il resto con il profumo del Chianti (5) un sale profumato che manda via la nostalgia!

Una Domenica a Panzano in Chianti - piatti forti

  • Ramerino in culo (1), ovvero il sushi del Chianti, una specie di tartarre di carne condita con lolio, sale marino, pepe nero, peperoncino, aglio, prezzemolo e succo di limone e infilata su un rametto di ramerino
  • Ciccia arrosto (2), morbidissima
  • Tenerumi in insalata (3), i miei preferiti, in assoluto, callosetti e caldi in contrasto con un’insalatina di vedure tagliate fine – carote, sedano, cipolla – e conditi con dell’aceto
  • Ciccia in umido
  • Vino, acqua liscia o con le bolle
  • Caffé alla moka e torta all’olio (4), dolce e morbido, profumato e veamente una conclusione con il botto!
  • Digestivi dell’Esercito Italiano

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La Cucina Toscana si esprime in tutto il suo splendore con la ricetta del risotto al lampredotto, proposta da Juls!

Mangiato una volta, me ne sono innamorata. Questo risotto non rientra nella tradizione culinaria della mia famiglia, anzi, prima della scorsa domenica nessuno ne aveva mai sentito parlare, devo proprio dir la verità!

La prima volta l’ho assaggiato nel ristorante di un’amica, Barbara, che me lo proprose extra menu per prova: rimasi affascinata dalla ricchezza dei sapori e da come il gusto del lampredotto venisse esaltato dalla preparazione e dal riso.

Non avevo idea della ricetta, quindi quando mi sono trovata con un po’ di lampredotto avanzato sono andata a memoria, ma ho scoperto che poi alla fine la mia procedura non si differenzia molto dalla ricetta tradizionale di Firenze, dove ovviamente il lampredotto non solo è conosciuto, ma direi davvero osannato, parte integrante della tradizione culinaria della città.

Vediamo quindi come riciclare del lampredotto avanzato, o – cambiando prospettiva – come fare un risotto un po’ insolito!

Porzioni 4
Tempo di preparazione 90 minuti
Difficoltà 3
Prezzo indicativo 6 euro

Ingredienti

  • 1 confezione da circa 500 gr di lampredotto
  • 2 gambi di sedano
  • cipolla rossa, 1 (metà per il brodo e metà per il soffritto del risotto)
  • 1 carota
  • 2 pomodorini maturi
  • sale
  • 400 gr di riso Arborio
  • olio extravergine di oliva
  • parmigiano per mantecare
  • pepe nero macinato

Preparazione
Come è evidente, gli ingredienti sono quasi del tutto identici a quelli dell’ultima ricetta per la preparazione del lampredotto. Vanno aggiunti a freddo in una pentola piena di acqua il lampredotto – precedentemente sciacquato – il sedano, la cipolla, la carota e i pomodorini. Sala con una manciata abbondante di sale grosso.

Da quando comincia a bollire, lascia cuocere per circa un’ora, in modo che il lampredotto diventi morbido e dia tutto il suo sapore al brodo.

Quando è passata un’ora, togli la pentola dal fuoco e scola bene il lampredotto, taglialo a striscioline sottili larghe circa 1 cm e lunghe massimo 5.

Io faccio il risotto con l’olio extravergine di oliva, ma è possibile ovviamente anche seguire la tradizione ed usare il burro: vela il fondo di un tegame antiaderente con l’olio e fai imbiondire la cipolla tritata finemente. Aggiungi il lampredotto e il riso e mescola per far tostare ed insaporire il riso.

Porta poi a cottura il risotto aggiungendo gradualmente il brodo di lampredotto: ricorda di mescolare spesso, perché così facendo il riso libererà l’amido e diventerà molto molto più cremoso, senza l’aggiunta di ‘aiutini’ tecnici!

A cottura ultimata, aggiungi qualche cucchiao di parmigiano grattato e mescola con forza e convinzione – cioè, amnteca – il risotto. Servi con una spolverata di pepe nero appena macinato.

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