Madeinkitchen Blog http://www.madeinkitchen.tv/blog - Mon, 04 Jul 2011 19:07:29 +0000 http://wordpress.org/?v=2.8.4 en hourly 1 Cucina calabrese: Pepi e patate http://www.madeinkitchen.tv/blog/ricette/pepi-e-patate/ http://www.madeinkitchen.tv/blog/ricette/pepi-e-patate/#comments Mon, 04 Jul 2011 16:50:17 +0000 Agostino http://www.madeinkitchen.tv/blog/?p=31031 pipi e patati

Cucina calabrese: pipi e patati

Cari amici,
siamo finalmente giunti al nostro appuntamento culinario del venerdì!
I sapori della nostra terra, oggi, fa scalo nella bella e indomata Calabria.
La ricetta di oggi ha tre qualità uniche: semplicità, velocità, gusto unico!
Si tratta di un contorno che, a volte, funge anche da piatto unico edè uno dei piatti più diffusi e antichi della regione. Avete già l’acquolina in bocca? Bene, allora possiamo cominciare!

PIPI E PATATI (pepi e patate)

Ingredienti:

Olio extravergine d’oliva
Patate
Frigitelli o peperoni
Sale qb

Preparazione

Tagliate i frigitelli (o peperoni) a strisce di piccolo spessore. Le patate (ovviamente quelle silane), invece, le pelate e le tagliate a rondelle.

Pipi e patati

Pipi e patate sul pane

Prendete una capiente padella e abbondate di olio extragvergine.
Quando questo inizia a friggere, immergeteci dentro i pepi e le patate, contemporaneamente.
Mettete un due pizzichi di sale e girate di tanto in tanto.
Dopo venti minuti, circa, le patate saranno dorate. Mettete altro sale, spegnete il fornello, date un ultima mescolata. Il piatto è servito!

Piatto da gustare caldo e, se non ci sono particolari esigenze di linea, con del pane caldo!
Buon appetito!


Agostino Acri

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Vuoi vincere un week end da sogno? Partecipa al concorso Ferrarini! http://www.madeinkitchen.tv/blog/slideshow/i-sapori-della-nostra-terra-il-contest/ http://www.madeinkitchen.tv/blog/slideshow/i-sapori-della-nostra-terra-il-contest/#comments Fri, 01 Jul 2011 08:15:05 +0000 Agostino http://www.madeinkitchen.tv/blog/?p=39305

Concorso Ferrarini

Cari amici,
I sapori della nostra Terra è lieto di presentarvi il suo nuovo contest: Crea, Condividi, Vinci… I sapori della nostra terra! Il concorso è partito il 16 Aprile scorso e durerà fino a a domenica 16 Ottobre.

Come si partecipa al contest?

Nulla di più semplice! Creando sulla nostra community la scheda di un sapore tipico italiano avrai la possibilità di vincere fantastiche confezioni di gustosissimi prodotti Ferrarini ed un weekend enogastronomico da scegliere tra tantissime località del nostro stivale!
Non devi fare altro che registrarti sulla community de I sapori della nostra terra e creare la scheda del sapore, del negozio o del ristorante che vuoi recensire. Puoi creare tutte le schede sapore che vuoi.

Vuoi vincere? Fatti votare da tutti i tuoi amici!

Tra tutte le Schede Sapore in Concorso verranno premiate le sei (6) che, nel periodo di durata dell’iniziativa, avranno ricevuto il maggior numero di “mi piace”.

Il premio?

Sei confezioni di gustosissimi prodotti Ferrarini. Tra queste sei schede, l’autore della Scheda Sapore scelta discrezionalmente da una Giuria riceverà in premio un Gift Voucher per un weekend enogastronomico per due persone e due notti. Anche il weekend è offerto da Ferrarini!

Non perdere questa occasione: Crea, Condividi e…buona settimana!

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Un sapore della nostra terra: crescenza http://www.madeinkitchen.tv/blog/slideshow/crescenzo-stracchino-formaggio/ http://www.madeinkitchen.tv/blog/slideshow/crescenzo-stracchino-formaggio/#comments Tue, 21 Jun 2011 10:15:52 +0000 Agostino http://www.madeinkitchen.tv/blog/?p=41881

Crescenza

Cari amici,
oggi, in occasione del solstizio d’estate I sapori della nostra Terra propone un goloso formaggio: la crescenza!

La crescenza è uno dei formaggi molli a stagionatura breve più noti (insieme a certosa, certosino, stracchino, robiola ecc.). Appartiene alla famiglia degli stracchini, ma l’etimologia è incerta (dal latino crescentia, “da crescere”, o dal dialetto milanese carsenza, una focaccia simile d’aspetto al formaggio: entrambe le voci indicano il gonfiarsi del prodotto durante la lavorazione).

La forma è priva di crosta anche se in superficie la pasta risulta più asciutta. La pasta è omogenea, compatta, di colore bianco, butirrosa e fondente in bocca; il sapore è dolce e delicato e l’odore caratteristico di latte. È un formaggio che va consumato nel giro di pochi giorni perché le caratteristiche organolettiche tendono ad alterarsi in breve tempo, specie se il prodotto non viene mantenuto al fresco. Per problemi di conservabilità la crescenza viene prodotta a seconda della stagione in due tipi che differiscono leggermente per lavorazione: la crescenza a pasta molle e cremosa (tipo invernale) e la crescenza a pasta sostenuta (tipo estivo).

Nonostante sia un formaggio molto versatile in cucina, viene quasi sempre consumato al naturale per apprezzarne soprattutto la freschezza. La tradizione lombarda lo vuole accompagnato dal gusto dolce-piccante della mostarda di Cremona quale piatto tipico della vigilia di Natale.

Piaciuto l’articolo? Volete un aiutino? La community di Made in Kitchen è lieta di suggerirvi tante ricette a base di crescenza!

Buon appetito!

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Un sapore della nostra terra: il vincotto http://www.madeinkitchen.tv/blog/slideshow/vin-cotto/ http://www.madeinkitchen.tv/blog/slideshow/vin-cotto/#comments Tue, 14 Jun 2011 10:23:23 +0000 Agostino http://www.madeinkitchen.tv/blog/?p=41621

Vin cotto

Cari amici,
per la rubrica I sapori della Nostra Terra, oggi parliamo di un millenario prodotto marchigiano, uno di quelli che sa sempre si tramanda da nonna a nipote così sarà sempre: ecco a voi il vin cotto!

Il popolo marchigiano, da millenni, da generazione a generazione, ha sempre prodotto e consumato il vino cotto, così denominato perché ottenuto da mosto cotto più o meno invecchiato. Fino ad un secolo fa, la produzione del vino cotto, nelle Marche, risultava notevole e non c’era contadino o mezzadro che non ne avesse una scorta abbondante.

Anche oggi, come allora, cotto per molti contadini il consumo del vino ha lo scopo principale di utilizzare uve scadenti, di scarso contenuto zuccherino, tali perché prodotte da vitigni comuni e non selezionati o perché non completamente maturate per condizioni meteorologiche avverse. Con la cottura del mosto a fuoco diretto, in un caldaio di rame, si riduce, all’incirca, di un terzo il volume del mosto (si dice mosto rinterzato), in modo che l’evaporazione produca una maggiore concentrazione delle sostanze zuccherine e perciò una maggiore formazione di alcool nel vino cotto ottenuto.

L’elevato grado di alcolicità del vino cotto, oltre ad accrescere il ridotto numero di calorie nella razione giornaliera del lavoratore, è un fattore importante per la conservabilità del vino, nel tempo e nello spazio, impedendone l’inacidimento.

Hai qualche ricetta a base di vincotto? Vai sulla community di Made in Kitchen e condividila con gli altri buongustai della rete!

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Un sapore della nostra terra: il fagiolo rosso di Lucca http://www.madeinkitchen.tv/blog/slideshow/fagiolo-rosso-lucca/ http://www.madeinkitchen.tv/blog/slideshow/fagiolo-rosso-lucca/#comments Tue, 07 Jun 2011 10:15:30 +0000 Agostino http://www.madeinkitchen.tv/blog/?p=41343

Fagiolo Rosso di Lucca

Cari amici,

per la nostra rubrica del martedì, quella dedicata ai sapori della nostra terra, ce ne andiamo dritti dritti a Lucca per parlarvi di uno dei fiori all’occhiello della città: Il fagiolo rosso!

Il fagiolo rosso di Lucca era una delle produzioni più importanti della pianura lucchese fino agli anni cinquanta, poi, vista la grande disponibilità di manodopera che richiede, la sua produzione è andata via via calando fino quasi a scomparire negli anni settanta.

Il fagiolo è caratterizzato da una colorazione rossa di varia intensità, con striature che vanno dal vinaccia scuro al nerastro. All’assaggio il fagiolo è caratterizzato da una pasta molto morbida. I profumi ed i sapori risultano particolarmente intensi.

In cucina si esalta in preparazioni dal carattere forte. Ideale nei passati (minestra di farro, zuppa alla frantoiana, pasta e fagioli), dove alla colorazione particolarmente intensa corrisponde il sapore deciso e caratteristico. Ottimo con polenta e cacciagione nella tipica preparazione all’uccelletto, così come servito come purea calda condito con un filo di olio extravergine di oliva nuovo: l’intensità di profumi e sapori rendono poco necessaria l’aggiunta di altri condimenti.

Piaciuto l’articolo? Sulla community di Made in Kitchen puoi trovare tante ricette a base di fagioli!

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Un sapore della nostra terra: il pane di Altamura http://www.madeinkitchen.tv/blog/slideshow/un-sapore-della-nostra-terra-il-pane-di-altamura/ http://www.madeinkitchen.tv/blog/slideshow/un-sapore-della-nostra-terra-il-pane-di-altamura/#comments Tue, 31 May 2011 10:15:03 +0000 Agostino http://www.madeinkitchen.tv/blog/?p=41088

Pane di Altamura

Cari amici,
per la rubrica I Sapori della Nostra Terra, oggi parliamo di un tipo di pane particolare, quello di Altamura, definito da qualcuno “il più buono del mondo”!

Il primo riferimento al luogo di origine del pane di Altamura, se non proprio riconducibile ad Altamura ma sicuramente al territorio murgiano, è rintracciabile nel Libro I, V delle Satire del poeta latino Orazio che nella primavera del 37 a.C., nel rivisitare il paesaggio della sua infanzia, nota l’esistenza del «pane migliore del mondo, tanto che il viaggiatore diligente se ne porta una provvista per il prosieguo del viaggio».

Il Pane di Altamura, di peso non inferiore a 0,5 kg, può assumere due forme distinte: la tradizionale forma accavvallata detta localmente “skuanète” con baciature ai fianchi, oppure la forma bassa detta localmente “a cappidde d’ prèvte” senza baciature. La mollica è di colore giallo paglierino, la crosta è scura e alta almeno 3mm., odore caratteristico. Completata la lavorazione dell’impasto – dopo circa 20 min. – la massa va ricoperta con un telo sufficientemente pesante.

La sua principale caratteristica, mantenuta fino ad oggi, è la buona conservazione, necessaria per garantire l’alimentazione di contadini e pastori per una settimana o più frequentemente nei quindici giorni trascorsi nelle masserie disseminate tra le alture murgiane: un’alimentazione incentrata quasi esclusivamente sul pane condito con sale, olio ed immerso nell’acqua bollente. Fino alla metà del secolo scorso si poteva udire per le strade di Altamura il grido del fornaio che annunciava, all’alba, l’avvenuta cottura del fragrante pane.

Vi è venuta fame? Provate qualcuna delle nostre bruschette!

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Un sapore della nostra terra: il babà http://www.madeinkitchen.tv/blog/i-sapori-della-nostra-terra/baba/ http://www.madeinkitchen.tv/blog/i-sapori-della-nostra-terra/baba/#comments Tue, 24 May 2011 10:15:41 +0000 Agostino http://www.madeinkitchen.tv/blog/?p=40791

Baba

Cari amici,
oggi vi narriamo le vicende di uno uno dei dolci tipici italiani (anche se la sua storia comincia altrove)  più conosciuti al mondo. Il suo sapore, unico e inconfondibile, è secondo solo alla sua storia: ecco a voi il babà!

Il babà è un dolce a pasta lievitata con lievito di birra. Viene lasciato lievitare a lungo in uno stampo a tronco di cono allungato, quindi cotto in forno ben caldo. Assume un colore ambrato-dorato ed una caratteristica forma di fungo. Terminata la cottura viene estratto, e lo si fa “asciugare” per almeno un giorno affinché perda la maggior parte dell’umidità. Successivamente viene buttato a galleggiare in ampi contenitori pieni di liquido caldo a scelta: sciroppo di zucchero, rum, o altri liquori come il limoncello. Infine viene sommariamente strizzato del liquido in eccesso e venduto. Esiste anche una versione con bergamotto.

Il babà è una derivazione di un dolce a lievitazione naturale. Il babà è originario della Polonia e può vantare persino natali regali. L’inventore del famosissimo babà è infatti il re Stanislao Leszczyński che, essendo un gran gourmet si dilettava ad inventare sempre nuovi piatti. Sembra che il sovrano non potesse mangiare il kugelhupf, un dolce tipico francese dell’Alsazia che egli trovava troppo asciutto, fu allora bagnato di Tokaj e di sciroppo. Il duca esiliato a Nancy in Lorena era quasi edentulato. Il dolce ricordava al re la gonna a campana (tonde) delle donne anziane che si chiamano babka o babcia (nonna in polacco) di cui lui aveva nostalgia.

La leggenda, invece, racconta che il re, dal pessimo carattere, scagliasse il dolce contro una credenza, fracassando una bottiglia di rum. Questa andò ad inzuppare il dolce per caso e per caso Stanislao lo assaggiò, trovandolo ottimo. Essendo un lettore appassionato de “Le mille e una notte” lo chiamò Alì Babà , come un famoso personaggio di questi racconti. Storicamente la ricetta venne successivamente esportata dalla Francia ad opera dei cuochi di corte, quando andarono a servizio presso le famiglie del napoletano. Qui ebbe un enorme successo, tanto da divenire il dolce tradizionale per eccellenza.

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Provolone del Monaco

Cari amici,

il prodotto che oggi presenteremo per la rubrica i sapori della nostra terra è uno di quelli forti e decisi, inconfondibili, unici: ecco per voi il provolone del monaco!

Il provolone del monaco è un formaggio con un’aroma ed un gusto particolare, per effetto della qualità del latte adoperato, del periodo di lavorazione, del caglio e della sua stagionatura. Pregiato e prezioso, viene prodotto in quantità limitata, e talvolta dev’essere prenotato quando è ancora in cantina o addirittura ancora prima di essere lavorato. Inoltre non è vero, come si vuol far credere, che il vero provolone del monaco viene prodotto con latte di mucche di razza agerolese, questa è un invenzione puramente speculativa e senza alcun riscontro storico. Il provolone del monaco presenta una crosta dura, liscia e leggermente screpolata.

La sua pasta è compatta, dura e di color bianco crema, con piccole fessurazioni lacrimanti che aumentano di quantità col prolungarsi della sua stagionatura. La lacrima è una caratteristica inconfondibile del monaco piccante ed è la sua prova di qualità e di giusta maturazione e che dà – per dirla con Dante – una dolcezza al core, che intender non la può chi non la prova. Il provolone del monaco può essere, sempre a secondo della sua stagionatura, di sapore dolce ed elegante, leggermente piccante ed intenso oppure marcatamente piccante e travolgente. L’odore di questo formaggio eccezionale è aromatico, intenso ed penetrante.

In commercio esistono due tipi di pezzatura di provolone del monaco, che – all’origine – pesano rispettivamente 2-3 kg e 4-5 chilogrammi. Il periodo in cui viene prodotto il provolone del monaco è quello primaverile ed estivo, da maggio ad ottore. Proprio in questo arco di tempo alle mucche viene dato in pasto l’erba spontanea raccolta nei campi e sui fianchi delle colline e dei monti Lattari, sopratutto sul versante del comune di Vico Equense. Si tratta di erbe particolarmente aromatiche, che conferiscono già al latte un’aroma particolare. L’aggiunta, poi, del cosidetto caglio, che si ricava dalla lavorazione degli stomaci dei capretti, dà al prodotto stagionato un gusto ed un aroma ineguagliabili. La pasta di cacio viene cotta nell’acqua bollente, intrecciata dalle abili mani dei maestri casari e poi modellata a forma di grossa pera in antichi piatti di porcellana. Dopo almeno 4 mesi di stagionatura, il provolone del monaco è gia ricercato per il suo sapore dolce è lievamente piccante.

Protraendo la stagionatura a 9 mesi, il monaco incomincia a dare il meglio di sè, il gusto diventa ancora più piccante presentando anche all’interno una leggera occhiatura, da dove lacrimerà in conseguenza del passagio dal freddo naturale a temperatura ambiente. Stagionato il monaco arriva fino a due anni, un must per l’intenditore. Matura in ambienti freschi, areati e al riparo dalla luce diretta del sole, dove le forme vengono legate in coppia ed appese ad asciugare. In questo periodo il peso va calando, ma aumenterrano il gusto e l’aroma, oltre che il prezzo! Quelli originali e anche i più rinomati in tutta la provincia napoletana sono solamente quelli prodotti, da secoli, in Arola di Vico Equense.

Eccovi qualche ricetta a base di provolone!

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Carota di San Rocco Castagnaretta

Cari amici,
la rubrica dedicata ai sapori della nostra terra, oggi, narra la storia di un ortaggio molto gustoso e poliedrico. La Carota di San Rocco Castagnaretta, infatti, viene apprezzata sia da crudo che da ingrediente per dolce è salato!

La Carota di San Rocco Castagnareta è un prodotto d’eccezione grazie alla posizione in cui viene coltivata: i suoli alluvionali che, essendosi formati dallo straripamento dei due corsi d’acqua, sono dotati di una buona percentuale di materiale drenante.

La semina inizia a metà giugno e si protrae fino agli inizi di Luglio; la raccolta avviene nelle stagioni autunnali ed invernali. Durante il periodo invernale, la coltura viene coperta con un consistente strato di paglia di riso che conserva l’integrità dei fittoni dalle gelate.

Le caratteristiche della carota di San Rocco Castagnareta sono quelle di avere un fittone lineare, quasi cilindrico, con una breve collettatura verdastra-violacea, una polpa tenera e croccante ed un gusto dolce.

Le ricette più note a base di questo sapore? Coniglio alla piemontese, Risotto alla piemontese, Aspic di Toma Piemontese. E le vostre ricette a base di carote? Scrivetele sulla community di Made in Kitchen, il regno dei buongustai!

Buon appetito!

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Fiore Sardo

Cari amici,
I sapori della Nostra Terra, la rubrica dedicata ai buongustai dei prodotti tipici del nostro stivale, oggi decanta le lodi di un delizioso formaggio della bellissima Sardegna: il Fiore Sardo

Il Fiore Sardo ha origini antichissime. Nel sec. VI d.C., la sua lavorazione fu persino descritta dall’autore Palladio Rutilio Tauro, specializzato in testi sull’agricoltura.

Si tratta di un pecorino che ha la particolarità di essere prodotto sia con caglio animale sia con caglio vegetale. Ecco le caratteristiche di una forma di formaggio Fiore Sardo:

1) Altezza: dai 12 ai 15 cm;

2) Diametro:dai 12 ai 20 cm;

3) Peso: da 1,5 a 4 Kg.

La forma è circolare e la crosta può passare da un colore giallo carico al marrone scuro. È un formaggio dalla pasta dura, bianca o giallo paglierino, dal sapore piccante.

La stagionatura può variare dai 3 ai 6 mesi.

Conosci qualche specialità sarda che ha tra i suoi ingredienti questo sapore? Registrati sulla community di Made in Kitchen e condividila con gli altri buongustai!

Buon Appetito

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