Cucina Regionale: Veneto

mer, mar 23, 2011

Cucina del Veneto

cucina regionale veneto

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Buongiorno amici, come va oggi? Proseguiamo con la nostra rubrica regionale (che si concluderà con una raccolta speciale per voi) spostandoci in Veneto. Abbiamo chiesto alla cara Anna Maria, autrice del blog LacucinadiQB e nostra #FF qualche mese fa, di condividere con noi una ricetta tipica della sua regione.

Ecco quindi le famosissime Sarde in Saor secondo le Comari di Goldoni, scoprite con noi la loro storia e diffusione!

sarde in saor

sarde in saor

Cliccate sull’immagine per leggere la ricetta completa.

1. Quale piatto della tua regione hai scelto e perché?

Venezia, città natale e che amo molto, ha una tradizione gastronomica davvero interessante ed intrigante, grazie ai molteplici scambi commerciali con il medioriente, alle “dritte” suggerite da Marco Polo dal ritorno del Catai, alla presenza del Gheto, ovvero il quartiere ebraico. Le “sarde in saor” ovvero sarde fritte in una marinata di cipolle è un piatto dalla storia molto antica, che racconta dei viaggi in mare e di un voto speciale, quello del Senato dopo la grande peste: la costruzione della chiesa del Redentore.

2. Qual è la prima volta che l’hai assaggiato?

Le “sarde in saor” sono da sempre presenti nella mia memoria gastronomica, ma da inappetente cronica quale ero fino ad una ventina di anni fa le avevo sempre guardate con sospetto. Poi una sera, e nello specifico il terzo sabato di luglio di qualche anno fa, durante la Festa del Redentore, in barca in laguna ad aspettare i fuochi le ho assaggiate con meno diffidenza del solito e mi sono piaciute tantissimo. Le cucinavo da tanto tempo e non le avevo mai assaggiate!

3. Qual è la storia del tuo piatto?

Il “saor” è una marinata a base di cipolla. L’usanza di marinare i cibi con la cipolla ha una storia molto antica (Alvise Zorzi in un suo libro, A tavola con i Dogi, racconta che se ne ha notizia fin dal XIV secolo) dettata dalla duplice necessità sia di conservare i cibi durante i lunghi tragitti in mare che di riuscire ad assumere la vitaminca c (della quale le cipolle ne sono ricche) per evitare lo scorbuto, malattia “professionale” degli antichi marinai. E’ un piatto che si trova in quasi tutte le osterie o “bacari” veneziani come tipico “cicheto” o spezzafame da accompagnare con la classica “ombra”, ovvero un piccolo bicchiere di vino. E’ anche il piatto che si gusta appunto durante la festa del Redentore, a ricordo della costruzione della chiesa del Redentore edificata su ordine del Senato veneziano dopo la grande peste che nel 1575, e per due anni, decimò la popolazione veneziana.

4. Qual è il modo migliore per assaporarlo?
E’ un piatto semplice che ha bisogno di essere preparata almeno un paio di giorni prima affinchè la marinata e le sarde fritte diano il meglio di sé e rigorosamente conservato in contenitori di vetro o di coccio. Esiste anche una versione “invernale” che prevede l’aggiunta di uvetta rinvenuta nel vino, pinoli e qualche stecca di cannella qua e là, a ricordo dei contatti della Serenissima con gli usi e costumi dei paesi che si affacciavano sul Mediterraneo e con i quali intratteneva rapporti commerciali. Si racconta che questa versione sia in realtà la vera ricetta della tradizione più antica. Servito come cicheto in una fetta di pane oppure impiattato con dell’ottima polenta bianca non può mancare nell’esperienza gastronomica di ognuno di noi.


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