Ciao a tutti, devo prima chiedere scusa per il mio italiano, se non scrivo bene è perche non ho mai imparato l’italiano in aula ma a tavola! Bene, ora che mi sono (spero) scusata … mi presento!
Sono Michelle, una ragazza americana a cui piace mangiare. Ecco, so cosa pensate, “ah si, questi grassi americani, mangiano sempre le porcate, non hanno una cultura del cibo…” Purtroppo, questi stereotipi, un po’ sono veri, ed è per questo che sono qui in Italia!
Dopo il mio primo pasto qui, ho capito che non potevo più tornare in dietro. Mi sono trasferita in Italia a studiare Scienze Gastronomiche per poter diventare una vera golosa professionale! Ora sto effettuando uno stage presso Ferrarini e unisco la mia passione andando in giro a conoscere i produttori dei sapori italiani.
Pur abitando da poco a Parma, non posso non apprezzare la bontà del Prosciutto Crudo di Parma.
Fortunatamente, ho avuto l’opportunità di visitare il prosciuttificio Ferrarini, nella la terra del maiale. Dopo aver visto la lavorazione di questo salume mi sento quasi già esperta! Dalla macellazione del maiale alla salatura della coscia fresca fino alla stagionatura del carne; sono stata quasi inebriata dopo aver osservato l’intero processo.
Ho visto negli occhi del produttori la loro passione nel fare questo prodotto tradizionale emiliano. Dopo aver sentito il dolce profumo del prosciutto stagionato, non vedevo l’ora di mangiarlo! Ho imparato che la tradizione nel preparare il Prosciutto di Parma è rimasta immutata per secoli, infatti ha una storia più antica del mio paese: l’America. Che spettacolo!
Non avevo mai sentito l’odore della carne fresca. In America, ho sempre visto la carne già confezionata nel supermercato, non ho quasi mai pensato all’animale da cui vengono queste carni. Invece, se giro per la città faccio qualche domanda ad un qualsiasi cittadino parmigiano, la maggior parte sa come si fa il prosciutto e dove abitano gli animali; mi ha fatto piacere vedere questa connessione diretta tra il produttore e il consumatore, meno spiccata dalle mie parti.
Comunque, tornando a questo prosciutto che mi cambiato la vita, ho imparato che per diventare un Prosciutto di Parma DOC, il Consorzio ha precise regole che devono essere rispettate e che riguardano la terra, gli animali stessi, la loro alimentazione e via via altri dettagli riguardanti il processo della lavorazione del prodotto.
La prima cosa importante sono le colline di Parma, Reggio Emilia; sono perfette per l’ allevamento dei maiali e per la stagionatura del prodotto finito. Per diventare prosciutto di Parma, infatti, i maiali devono essere allevati solo in queste zone e mangiare una razione mista di cereali prodotti localmente, insieme ai resti della lavorazione del Parmigiano Reggiano.
Ecco perché alla fine questo prodotto ha un gusto leggermente dolce che é inconfondibile! La salatura deve essere fatta a mano ed è completamente naturale. Dopo 12 mesi di stagionatura in una sala speciale che utilizza l’aria particolarmente umida della zona, il prodotto è valutato dai professionali del Consorzio. Se ha tutti i requisiti, il prosciutto viene marchiato con la certificazione del Consorzio e sarà pronto per essere consumato.
Fin dalla prima fetta che ho assaggiato, con la sua consistenza morbida e delicata, ho capito perché questo prodotto ha una lunga storia di successo. La verità è che prima di questa fetta di prosciutto, non avevo mai mangiato la carne del maiale e ora non posso più tornare in dietro!
Dopo aver visto la produzione tradizionale, mangiare il prosciutto é stato come leggere una bellissima storia. Per gli americani, il cibo italiano é romantico e solo adesso capisco il perché.




















15. ottobre 2010 a 5:20 pm
Grande Michelle! Benvenuta in Italia, la terra del gusto!
24. novembre 2010 a 10:56 am
Grazie Francesca!