Sulle tracce dello Stoccafisso
Per ricostruire la quotidianità, le abitudini alimentari ma anche la storia dei Vichinghi, gli archeologi, in una loro recente ricerca, si sono concentrati sui resti di un pesce che oggi conosciamo come Stoccafisso.
La storia si scrive anche attraverso l’alimentazione, tempo fa abbiamo letto un post interessante a proposito di questo argomento e in particolar modo sui peccati di gola dell’Imperatore Carlo V all’interno del blog Altezza Reale.
Ma torniamo ai nostri Vichinghi e al Gadus morhua, ossia allo Stoccafisso, il merluzzo artico norvegese. Le prime tracce storiche di questo pesce datano al periodo antecedente a quello dei Vichinghi e sono state scoperte nelle Isole Lofoten, al largo delle coste norvegesi.
Questo pesce che si conservava (e si conserva tuttora) per essiccazione, utilissimo per quei navigatori vichinghi che affrontavano viaggi lunghissimi e che sopravvivevano grazie alle scorte di alimenti sotto sale ed essiccati.
Ne ha fatta di strada lo stoccafisso, dalle coste norvegesi è arrivato fino alla penisola italiana, ed è diventato un pesce prelibato in diverse località italiane, tanto che oggi l’importazione dalla Norvegia all’Italia occupa il 90% del mercato dello stoccafisso.
Le regioni italiane che per motivi storici sono particolarmente legate alla cucina a base di stoccafisso sono la Calabria, Campania, Liguria, Sicilia e Veneto. Mai mangiato il baccalà alla vicentina? Si tratta proprio di carne di Stoccafisso, che nel veneto si chiama appunto ‘baccalà’!
Fonte AdnKronos
Foto di a.Grimz
Adoro il baccalà alla vicentina…