La Cucina Toscana: Coniglio ad arrosto morto
Un tuffo nel passato, la prima ricetta di oggi per la rubrica di Juls sulla cucina toscana: il Coniglio ad arrosto morto. Il nome è un po’ bizzarro, ma il sapore di questo secondo piatto è sicuramente squisito…
Quando nonna era piccina, i conigli ed i polli si mangiavano spesso, dato che li avevano in fattoria. Erano quei conigli e polli che hanno la carne soda, saporita e ben attaccata all’osso, non come quelli che a volte si trovano al supermercato che al primo morso ti rimane l’osso in mano!
Anche durante il passaggio della guerra, a casa di nonna c’era sempre abbastanza da mangiare, dato che il pane veniva fatto in casa, gli animali erano in fattoria, l’olio era quello prodotto con gli olivi del campo e il vino con le viti della vigna, le verdure erano quelle dell’orto. Mancavano lo zucchero e il sale, la pasta e il riso, gli unici alimenti che erano soggetti al regime della tessera.
Durante il passaggio della guerra nonna era una ragazzina, aveva molta più compagnia del solito, dato che le sue amiche Norma e Rina erano sfollate in campagna per evitare i bombardamenti. Tutte le famiglie accoglievano qualcuno del paese e il piccolo agglomerato di case si era trasformato in un villaggio vivace e animato. Della guerra c’erano soltanto gli aerei che passavano sopra casa per andare a bombardare la città più vicina: nonna si arrampicava in soffitta per guardarli sfrecciare lontano… beata incoscienza!
Bene, il coniglio era uno dei piatti più usati dalla famiglia di nonna in questo periodo: veniva cucinato in maniera semplice ma saporita, con gli odori che si potevano trovare nell’orto.
Porzioni 4
Tempo di preparazione 60-75 minuti
Difficoltà 2
Prezzo indicativo 7/10 euro
Ingredienti
- 1 coniglio intero, spellato e pulito e tagliato a pezzetti
- rosmarino
- salvia
- 1 spicchio d’aglio
- olio extravergine di oliva
- ½ bicchiere di vino bianco
- sale e pepe
Preparazione
Il coniglio deve essere tagliato in pezzi: ci potrai riconoscere la spalla, il manichino (il coscio, ma non ti sembra un manico adatto ad essere mangiato con le manine piccine che hai da bambino?), le costoline (e la parte più buona è quel sottile lembo di carne che le ricopre), il fegato e il pallino (credo sia il lombo, ma a casa lo chiamiamo pallino e ce lo litighiamo sempre con mamma).
Metti il coniglio a bagno in acqua fredda e limone. Versa abbondante olio extravergine di oliva in una padella grande, e aggiungi uno spicchio di aglio in camicia. A questo punto togli il coniglio dall’acqua e senza scolarlo troppo mettilo in padella, nell’olio ancora freddo, non caldo! Aggiungi poi un trito di rosmarino e salvia, sale e pepe.
Fai ritirare l’acqua del coniglio (tenderà a produrne un po’ in cottura), fallo rosolare bene da tutte le parti e in caso aggiungi un po’ d’acqua da far ritirare ulteriormente se non è ancora ben cotto. Alla fine versaci del vino bianco, fallo ritirare ed il coniglio è pronto!



Ho provato la ricetta con un bel pollo ruspante. E’ venuto ugualmente buono, anzi io forse lo preferisco perchè ha un sapore meno forte